{"id":370,"date":"2023-12-21T16:53:02","date_gmt":"2023-12-21T16:53:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.consorziorucolaigp.it\/home\/?page_id=370"},"modified":"2024-03-01T16:41:37","modified_gmt":"2024-03-01T16:41:37","slug":"storia","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.consorziorucolaigp.it\/home\/la-rucola\/storia\/","title":{"rendered":"storia"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-page\" data-elementor-id=\"370\" class=\"elementor elementor-370\" data-elementor-post-type=\"page\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-b3d4353 e-flex e-con-boxed e-con e-parent\" data-id=\"b3d4353\" data-element_type=\"container\" data-settings=\"{&quot;content_width&quot;:&quot;boxed&quot;}\" data-core-v316-plus=\"true\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-109b2ef elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"109b2ef\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t<style>\/*! elementor - v3.18.0 - 08-12-2023 *\/\n.elementor-widget-text-editor.elementor-drop-cap-view-stacked .elementor-drop-cap{background-color:#69727d;color:#fff}.elementor-widget-text-editor.elementor-drop-cap-view-framed .elementor-drop-cap{color:#69727d;border:3px solid;background-color:transparent}.elementor-widget-text-editor:not(.elementor-drop-cap-view-default) .elementor-drop-cap{margin-top:8px}.elementor-widget-text-editor:not(.elementor-drop-cap-view-default) .elementor-drop-cap-letter{width:1em;height:1em}.elementor-widget-text-editor .elementor-drop-cap{float:left;text-align:center;line-height:1;font-size:50px}.elementor-widget-text-editor .elementor-drop-cap-letter{display:inline-block}<\/style>\t\t\t\t<div id=\"attachment_786\" style=\"width: 267px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-786\" class=\"wp-image-786 size-medium\" src=\"https:\/\/www.consorziorucolaigp.it\/home\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Publio-Ovidio-Nasone-257x300.jpg\" alt=\"\" width=\"257\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.consorziorucolaigp.it\/home\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Publio-Ovidio-Nasone-257x300.jpg 257w, https:\/\/www.consorziorucolaigp.it\/home\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Publio-Ovidio-Nasone.jpg 428w\" sizes=\"(max-width: 257px) 100vw, 257px\" \/><p id=\"caption-attachment-786\" class=\"wp-caption-text\">Ovidio<\/p><\/div><p>Oggi \u00e8 una delle verdure pi\u00f9 apprezzate in Italia e nel mondo, ma la rucola ha dovuto subire secoli di angherie ingiustificate da parte dei nostri avi. Il motivo principale del pregiudizio verso &#8220;l&#8217;eruca vesicaria&#8221;, questo il nome scientifico, \u00e8 lo stesso che l&#8217;ha fatta sopravvivere fino ai giorni nostri: \u00e8 ritenuta &#8220;eccessivamente afrodisiaca&#8221;. Per questa ragione Ovidio la chiamava \u201ceruca salax\u201d<br \/>C&#8217;\u00e8 stato per\u00f2 un periodo in cui la sua coltivazione \u00e8 stata perfino vietata. Questa sua caratteristica \u00e8 nota praticamente da sempre: autori latini ne parlano e c&#8217;\u00e8 perfino un verso del Talmud, uno dei testi sacri dell&#8217;ebraismo, che la cita con sospetto. Vediamo un po&#8217; la storia della rucola e i perch\u00e9 di tanta diffidenza. Ricordiamo per\u00f2 che il &#8220;cibo afrodisiaco&#8221; non esiste e che \u00e8 tutta una suggestione data dalla nostra cultura.<br \/>Al Sud nel passato ad una donna si sarebbe vietato di assaggiare la rucola &#8220;perch\u00e9 \u00e8 una cosa da malafimmine&#8221;. Ma da dove viene questa paura? In realt\u00e0 viene da ritualit\u00e0 antichissime, quindi per molti delle generazioni passate \u00e8 semplicemente normale diffidare di questa erba.<br \/>La rucola \u00e8 originaria del Mediterraneo e dell&#8217;Asia occidentale, ma oggi \u00e8 coltivata in tutto il mondo perch\u00e9 basta un terreno con una base sabbiosa per farla crescere piuttosto facilmente. Per tanti anni \u00e8 stata un&#8217;erba infestante, spontanea e in molte zone \u00e8 ancora cos\u00ec quindi non ha bisogno di molte cure.<br \/>I primi accenni scritti alla rucola in ambito &#8220;scientifico&#8221; li ritroviamo gi\u00e0 in Dioscoride Pedanio, un medico e botanico greco ed \u00e8 lui per primo che teorizza il &#8220;risveglio di Venere&#8221; per chi si ciba con questa verdura. Dello stesso avviso anche Lucio Columella, uno scrittore di epoca romana, che invita le donne a mettere di nascosto della rucola nella zuppa da servire per &#8220;risvegliare i mariti pigri&#8221;. Publio Ovidio la definisce addirittura &#8220;erba lussuriosa&#8221; e durante il Rinascimento un famosissimo erborista, Mattia de Lobel, la prescrive come &#8220;viagra&#8221;. Sempre questo studioso parla anche di una fuga di massa dai monasteri dopo che i monaci scoprono come fare un liquore alla rucola. Questa notizia in particolare non trova riscontro, ma ci dice molto sulla stessa fama dell&#8217;erba.<br \/>Tutto questo \u00e8 in realt\u00e0 preceduto da uno dei libri pi\u00f9 importanti di tutti i tempi: il Talmud. Si tratta di un vasto documento che coinvolge un gran numero di temi e materie, \u00e8 uno dei testi sacri dell&#8217;ebraismo e coinvolge tutti i campi della vita ebraica. La rucola \u00e8 citata non come alimento, ma come metafora. In una sorta di parabola il Talmud racconta una storia di un misterioso imperatore, Antonino, a colloquio con Yehuda HaNasi, considerato dalla tradizione il Maestro per eccellenza dell&#8217;ebraismo. Stando a quanto scritto da Morasha, la figlia dell&#8217;imperatore ha rapporti promiscui. Per capire il da farsi, Antonino comincia una serie di &#8220;conversazioni&#8221; con il rabbino fatte solo di metafore: gli invia una pianta di rucola come simbolo di libertinaggio. La risposta del rabbino \u00e8 dura: gli manda il coriandolo perch\u00e9 la ragazza sarebbe stata da condannare alla pena di morte, ma il pap\u00e0 risponde con dei porri, perch\u00e9 il parlamento lo avrebbe &#8220;tagliato&#8221; con una sentenza cos\u00ec cruda, allora Yehuda HaNasi risponde con una lattuga, per chiedergli di avere piet\u00e0 della ragazza. Questo strambo dialogo ci parla della simbologia dei vegetali nella cultura pre-cristiana: la lattuga per sopire la rabbia, il porro edibile solo in una parte e che quindi &#8220;va tagliato&#8221;, il coriandolo per il disgusto e la rucola, associata a una certa libert\u00e0 femminile.<br \/>Un pregiudizio antichissimo, dunque, che arriva perfino a intaccare delle leggi. Durante gli ultimi scampoli del governo borbonico nel Mezzogiorno, in tutte le province arriva un provvedimento molto curioso: divieto assoluto di vendita e coltivazione di rucola con pene pi\u00f9 severe per i monasteri francescani e domenicani (principali coltivatori del prodotto). L&#8217;emendamento \u00e8 molto difficile da far rispettare: la rucola \u00e8 un&#8217;erba spontanea, quando innestata cresce anche contro la volont\u00e0 dei contadini.<\/p><p>I Borbone per\u00f2 non ne vogliono sapere nulla: da Napoli in gi\u00f9 c&#8217;\u00e8 troppa promiscuit\u00e0 e la causa \u00e8 proprio la rucola, va distrutta. A dispetto dei regnanti questa nuova regola ha vita molto breve anche perch\u00e9 la rucola \u00e8 coltivata soprattutto nei monasteri e molti di questi si trovano in luoghi di provincia, difficili da controllare in maniera capillare. Alcuni terreni lasciati senza cura proprio dai frati sono saccheggiati dalla popolazione locale che, per gratitudine verso il &#8220;sacrificio&#8221; dei prelati, lasciano loro delle cose da mangiare all&#8217;esterno delle porte. Una sorta di baratto carbonaro che porta la rucola fino ai giorni nostri, nonostante la reticenza di diversi nonni ancora oggi.<\/p>\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi \u00e8 una delle verdure pi\u00f9 apprezzate in Italia e nel mondo, ma la rucola ha dovuto subire secoli di angherie ingiustificate da parte dei nostri avi. 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