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	<title>rucola &#8211; Consorzio Rucola IGP</title>
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		<title>Da scarto a risorsa: presentati i risultati del progetto 100% Rucola, un nuovo modello di economia circolare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ufficio Stampa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Dec 2024 16:04:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fare rete]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti]]></category>
		<category><![CDATA[rucola]]></category>
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<p>“Dagli scarti nasce una risorsa preziosa”. È stato questo il messaggio chiave della presentazione dei primi risultati di 100% Rucola, tenutasi presso l’Istituto Profagri di Salerno alla presenza dei partner del progetto.&nbsp;</p>



<p>Il progetto 100% Rucola è finanziato nell’ambito del PSR Campania 2014-2020 e realizzato in collaborazione con l’Azienda Agricola Busillo Vito, Terralavoro Giampaolo, Azienda Agricola Cascone Annamaria, il Consorzio di Tutela Rucola della Piana del Sele IGP, Eng4life e la Fondazione Saccone.</p>



<p>L’iniziativa ha messo in luce un nuovo approccio alla sostenibilità, trasformando gli scarti della lavorazione della rucola in un’opportunità economica e scientifica.&nbsp;</p>



<p>Durante l’incontro è stato illustrato agli studenti, agli stakeholder, ai rappresentanti delle istituzioni e agli esperti del settore, il processo che consente di estrarre dagli scarti l’erucina, una molecola naturale dalle straordinarie proprietà antiossidanti, antinfiammatorie e chemiopreventive. Grazie a tecnologie biotecnologiche avanzate, l’erucina viene trasformata in bioprodotti destinati al mercato farmaceutico, aprendo nuovi orizzonti per l’economia locale e il settore agroalimentare.</p>



<p>“La Piana del Sele, con la sua rucola, rappresenta un elemento distintivo di un territorio – ha evidenziato Vito Busillo, Presidente del Consorzio di Tutela Rucola della Piana del Sele IGP – Basti pensare che qui produciamo circa il 70% della rucola IGP italiana. È importante dare valore a un prodotto che è un marchio simbolo di un intero territorio e che possiede caratteristiche uniche. L’erucina è un vasodilatatore eccezionale, un elemento distintivo che vogliamo rafforzare presentando un sistema di agricoltura sostenibile, simbolo di un perfetto processo di economia circolare.”</p>



<p>“In un periodo in cui si parla sempre di sostenibilità, l’idea è quella di recuperare una materia che potrebbe sembrare uno scarto e trasformarla in qualcosa di utile – ha spiegato il professor Gaetano Lamberti, responsabile scientifico del progetto e docente del DIIN dell’Università di Salerno – Dal residuo di produzione o dagli invenduti è possibile estrarre molecole di grande interesse, tra cui l’erucina. Abbiamo quindi elaborato un metodo efficiente per estrarla dagli scarti e renderla fruibile, adatta alla creazione di integratori alimentari e altre applicazioni future.”</p>



<p>“Siamo orgogliosi di presentare questo progetto, uno dei primi nati grazie alla Fondazione Saccone, ormai sei anni fa – ha dichiarato Giorgio Scala, Presidente della Fondazione Saccone – Mettendo insieme ricerca, istituzioni e sistema produttivo, abbiamo dato vita a un modello che rappresenta l’economia più forte del territorio. Un modello scalabile e replicabile, frutto di un sistema produttivo che necessita di efficientamento, abbattendo costi e impatto ambientale.”</p>



<p>“Viviamo in un momento storico in cui le risorse sono limitate – ha spiegato la professoressa Rossella Robusto, referente dell’azienda agraria del ProfAgri Salerno – Come ProfAgri cerchiamo di formare figure capaci di parlare di sostenibilità e innovazione. Agrotecnico, agrotecnologo, col nuovo percorso del 4+2, ad esempio. Vi è la possibilità, per questi ragazzi, di essere le sentinelle di un domani sostenibile, con la consapevolezza di un’agricoltura responsabile che pensa al futuro del pianeta.”</p>



<p>L’assessore regionale Nicola Caputo ha invece posto l’accento sulle politiche della Regione Campania per supportare progetti di bioeconomia come 100% Rucola.</p>



<p>“I prodotti campani si stanno affermando sempre di più sui mercati – ha affermato Nicola Caputo, Assessore regionale all’Agricoltura – grazie a imprese solide e strutturate e a materie prime di qualità. Siamo sulla buona strada. Ora dobbiamo spingere l’acceleratore verso una sostenibilità ambientale maggiore per compensare l’elevato sfruttamento che l’agricoltura richiede. È un percorso richiesto dall’Unione Europea che la Regione Campania vuole assolutamente intraprendere.”</p>



<p>L’agronomo Marco Valerio Del Grosso ha concluso gli interventi evidenziando come una gestione sostenibile delle coltivazioni possa trasformare le filiere agroalimentari in motori di sviluppo e innovazione.</p>



<p>“Nella Piana del Sele abbiamo circa 3500 ettari di serre che ci rendono i più grandi produttori italiani di rucola – ha spiegato l’agronomo Marco Valerio Del Grosso – Produrla comporta alcune difficoltà, come umidità, malattie e scarti. È normale in agricoltura. Ma con questo progetto riusciamo finalmente a trasformare un rifiuto in una risorsa, abbattendo non solo i costi ma generando reddito e nuove opportunità.”</p>



<p>“Non bisogna sottovalutare l’utilità e la sostenibilità ambientale di un progetto che vede uno scarto o un eccesso di produzione come una risorsa che può fare da volano per tutta la provincia di Salerno” ha infine affermato Annamaria Cascone, dell’Azienda Agricola Cascone.&nbsp;</p>



<p>Presenti in sala anche Michele Buonomo di Legambiente Campania e Maurizio Camillo, Presidente dell’Ordine degli Agronomi e Agrotecnici della provincia di Salerno, che hanno sottolineato l’importanza di affiancare progetti di questo tipo a favore dello sviluppo del territorio e in contesti scolastici come quello del ProfAgri.</p>



<p>Grazie a questa iniziativa, il progetto 100% Rucola si pone come modello di riferimento per l’intero settore, dimostrando che la valorizzazione degli scarti non solo riduce l’impatto ambientale, ma rappresenta anche un’opportunità di crescita economica e sociale.</p>



<p>Progetto 100% Rucola &#8211; CUP n. B29H23000120006. Misura 16 “Cooperazione” art. 35 del Reg. (UE) n. 1305/2013 – Sottomisura 16.1 – Tipologia di Intervento 16.1.2 – “Sostegno ai Progetti di Innovazione (POI)&#8221;.</p>
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		<title>MacFrut 2024, Busillo: &#8220;Climate change accorcia del 20% i clicli produttivi&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ufficio Stampa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 May 2024 14:05:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[rucola]]></category>
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					<description><![CDATA[Busillo (Rucola Igp): “Climate change accorcia del 20% i cicli produttivi, Consorzio pronto ad intervenire con agricoltura 4.0” Il surriscaldamento globale potrebbe accorciare del 20% i cicli produttivi della quarta&#8230;]]></description>
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<p><strong>Busillo (Rucola Igp): “Climate change accorcia del 20% i cicli produttivi, Consorzio pronto ad intervenire con agricoltura 4.0”</strong></p>
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							<div style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium; position: static !important;">Il surriscaldamento globale potrebbe accorciare del 20% i cicli produttivi della quarta gamma, con conseguenze sulla qualità e quindi sulla shelf life dei prodotti. A lanciare l’allarme è il Consorzio di tutela della Rucola della Piana del Sele Igp, in occasione del MacFrut di Rimini, la più grande fiera italiana del comparto ortofrutticolo. A preoccupare è la pubblicazione del bollettino Copernicus, la rete europea che monitora il clima del pianeta, che ha certificato lo scorso mese di aprile come il più caldo dall’era preindustriale, con oltre 1,5 gradi sopra la media. Una tendenza che preoccupa i produttori, ma che il Consorzio si prepara già a fronteggiare.</div>
<div style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium; position: static !important;"> </div>
<div style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium; position: static !important;"><i style="position: static !important;">“Non possiamo più parlare di fenomeni </i>– spiega Vito Busillo, presidente del Consorzio Rucola Igp –<i style="position: static !important;"> perché i mutamenti climatici sono diventati una costante con cui fare i conti. Mentre da una parte registriamo una domanda crescente verso l’indicazione geografica della rucola, dall’altra dobbiamo essere pronti ad affrontare picchi di calore che rischiano di rovinare lo smeraldo verde della piana del Sele.</i></div>
<div style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium; position: static !important;"><i style="position: static !important;"> </i></div>
<div style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium; position: static !important;"><i style="position: static !important;">Le lavorazioni in serra </i>– prosegue Busillo – <i style="position: static !important;">possono fungere da acceleratore di calore, ma in realtà possiamo intervenire su due fronti. Con degli speciali teli ombreggianti possiamo riuscire a ridurre la temperatura sottostante fino a 15 gradi centigradi. Dall’altro lato dobbiamo continuare ad investire sull’ottimizzazione delle risorse idriche, costruendo in invasi artificiali, recuperando l’acqua piovana, drenando i terreni irrigati. A supporto di questa azione ci aiuterà sempre più la sensoristica dell’agricoltura 4.0 che, come abbiamo visto al MacFrut, offre nuove opportunità di controllo selettivo degli interventi di soccorso”.</i></div>
<div style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium; position: static !important;"> </div>
<div style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium; position: static !important;">
<div style="position: static !important;">La rucola IGP è un “super food”. Ha proprietà antinfiammatorie, grazie alla presenza di calcio, magnesio e potassio. È un antiossidante e antitumorale, perché contiene beta-carotene, vitamina C, luteina e zeaxantina ma anche flavonoidi e isotiocianati come il sulforafano. È un prodotto antiage, con il calcio che aiuta a rinforzare la struttura delle unghie e delle ossa e la vitamina K che svolge un’azione protettiva dell’apparato osseo. È ipocalorica con solo 25 calorie ogni 100 grammi. La rucola è consigliata alle donne in gravidanza, perché ricca di folati, che trasformandosi in acido folico aiutano a prevenire le malformazioni fetali e la corretta crescita del bambino. La rucola IGP dalla Campania raggiunge i mercati e le tavole di tutto il mondo, adattandosi a tutti gli stili alimentari.</div>
</div>						</div>
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		<title>Rucola: nel 2023 marchio IGP sul 49,2% delle confezioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ufficio Stampa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Apr 2024 15:12:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[rucola]]></category>
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					<description><![CDATA[Busillo: &#8220;Riforma Ue rafforza il ruolo dei Consorzi e la tutela dei prodotti&#8221; Giro di boa del terzo anno di vita per il marchio europeo di indicazione geografica protetta che&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="979" class="elementor elementor-979" data-elementor-post-type="post">
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							<p><b><span style="font-size: 13.5pt; font-family: 'Arial',sans-serif;">Busillo: &#8220;Riforma Ue rafforza il ruolo dei Consorzi e la tutela dei prodotti&#8221;</span></b></p><p><span style="font-size: 13.5pt; font-family: 'Arial',sans-serif;">Giro di boa del terzo anno di vita per il marchio europeo di indicazione geografica protetta che tutela la rucola della Piana del Sele, in provincia di Salerno. A fare il punto della situazione è stato il consiglio di amministrazione del Consorzio, nella sede di Eboli. Il dato emerso dalla relazione di Michele Blasi, analista del DQA &#8211; Dipartimento Qualità Agroalimentare, è la crescita progressiva nel primo triennio della rucola salernitana certificata. Se nel primo anno le confezioni con il marchio IGP erano poco più del 42%, nel 2023 il Consorzio ne ha certificato il 49,2%.</span></p><p><span style="font-size: 13.5pt; font-family: 'Arial',sans-serif;">A commentare i risultati sono stati il presidente del Consorzio, Vito Busillo, e l&#8217;assessore regionale all&#8217;agricoltura, Nicola Caputo. La forza trainante del marchio europeo di indicazione geografica è stata al centro del dibattito, partendo dalla fotografia del fenomeno sul piano nazionale ed europeo. La Dop Economy in Italia vale 20,2 miliardi di euro e in Europa 80 miliardi. Il trend di crescita delle certificazioni risponde ad una domanda crescente dei consumatori, che scelgono sempre più cibi a marchio, riconoscendo ad essi un valore maggiore in termini nutrizionali, ambientali e sociali. Chi compra prodotti IG ha più fiducia nella filiera agricola.</span></p><p><span style="font-size: 13.5pt; font-family: 'Arial',sans-serif;">In questo quadro si inserisce la recente riforma europea sulle indicazioni geografiche, che andrà in vigore nella seconda metà di maggio. Una riforma che introduce novità strategiche, rafforzando sia il ruolo dei Consorzi che gli strumenti di tutela.</span></p><p><i><span style="font-size: 13.5pt; font-family: 'Arial',sans-serif;">&#8220;Siamo molto ottimisti </span></i><b><span style="font-size: 13.5pt; font-family: 'Arial',sans-serif;">&#8211; dichiara Vito Busillo, presidente del Consorzio Rucola IGP &#8211;</span></b><i><span style="font-size: 13.5pt; font-family: 'Arial',sans-serif;"> guardando al trend di crescita della certificazione e alle nuove progettualità verso cui ci spinge la riforma. Da evidenziare l&#8217;introduzione di un concetto importantissimo: possono aderire ai Consorzi solo produttori e operatori del settore. A questo si aggiungano nuovi poteri per gli enti consortili, che potenziano la promozione dei prodotti e la tutela verso aggressioni commerciali e speculazioni. Il Consorzio potrà, infatti, adottare misure per la valorizzazione e contrastare pratiche svalorizzanti. Avrà competenze dirette per promuovere e gestire le attività di turismo enogastronomico, il cosiddetto “Turismo DOP&#8221;. Concorderà gli impegni di sostenibilità ed elaborerà il relativo rapporto di sostenibilità. Potrà estendere i piani di regolazione dell’offerta da 3 a 6 anni&#8221;.</span></i></p><p><strong><span style="font-size: 13.5pt; font-family: Arial, sans-serif; color: #ff0000;">RASSEGNA STAMPA</span></strong></p><ul><li><strong><a href="https://www.ansa.it/canale_terraegusto/notizie/regioni/campania/2024/04/23/rucola-igp-nel-2023-marchio-sul-492-delle-confezioni_2f2e391b-1c69-46a6-9876-400924639696.html">ANSA CAMPANIA</a></strong></li><li><strong><a href="https://www.ansa.it/amp/canale_terraegusto/notizie/prodotti_tipici/2024/04/23/rucola-igp-nel-2023-marchio-sul-492-delle-confezioni_122a0a7d-f1c6-4558-87f9-2b78d0a67ba8.html">ANSA nazionale</a></strong></li><li><strong><a href="https://www.qualivita.it/news/rucola-della-piana-del-sele-igp-nel-2023-marchio-sul-492-delle-confezioni/">FONDAZIONE QUALIVITA</a></strong></li><li><strong><a href="https://www.ildenaro.it/rucola-salernitana-ligp-accelera-nel-2023-marchio-sul-492-delle-confezioni/">IL DENARO</a></strong></li><li><strong><a href="http://www.corriereortofrutticolo.it/2024/04/23/rucola-piana-del-sele-marchio-igp-meta-delle-confezioni-ruolo-dellue/">CORRIERE ORTOFRUTTICOLO</a></strong></li><li><strong><a href="https://www.myfruit.it/prodotti/2024/04/rucola-igp-nel-2023-certificato-piu-del-49-delle-confezioni.html">MYFRUIT</a></strong></li><li><strong><a href="https://www.italiafruit.net/rucola-igp-nel-2023-il-marchio-sul-49percent-delle-confezioni">ITALIAFRUIT</a></strong></li><li><strong><a href="https://www.agenzianova.com/campania/662987175fd199.34803819/5191783/2024-04-23/salerno-rucola-igp-nel-2023-marchio-sul-49-2-per-cento-delle-confezioni-2">AGENZIA NOVA</a></strong></li><li><a href="https://www.agenfood.it/tag/rucola-igp/"><strong>AGENFOOD</strong></a></li><li><a href="https://www.cronachedigusto.it/scenari/rucola-salernitana-crescita-aumento-triennio/"><strong>CRONACHE DI GUSTO</strong></a></li><li><a href="https://agrobiznes.it/notizie/rucola-igp-nel-2023-marchio-sul-492-delle-confezioni"><strong>AGROBIZNES</strong></a></li></ul><p><i><span style="font-size: 13.5pt; font-family: 'Arial',sans-serif;"> </span></i></p><p><i><span style="font-size: 13.5pt; font-family: 'Arial',sans-serif;"> </span></i></p>						</div>
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		<title>Fertilità maschile, da rucola aiuto contro inquinamento e danni a spermatozoi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ufficio Stampa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Apr 2024 10:10:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non solo scioglimento dei ghiacciai e siccità, i cambiamenti climatici e l’inquinamento rischiano di scaricare i loro effetti devastanti anche sulla fertilità dei giovani, come annunciato pochi giorni fa a&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="964" class="elementor elementor-964" data-elementor-post-type="post">
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							<div style="margin-bottom: 1.857em; border: 0px; vertical-align: baseline; font-size: 13px; font-family: 'Open Sans', Arial, sans-serif; color: #606569;"><div style="border: 0px; vertical-align: baseline; font-family: inherit;">Non solo scioglimento dei ghiacciai e siccità, i cambiamenti climatici e l’inquinamento rischiano di scaricare i loro effetti devastanti anche sulla fertilità dei giovani, come annunciato pochi giorni fa a Roma dallo studio “<strong style="border: 0px; vertical-align: baseline; font-family: inherit;">L’Impatto ambientale sulla fertilità maschile</strong>” organizzato da L’Altritalia Ambiente e Ecofoodfertility. Uno scenario inquietante, a cui uno risposta può arrivare dalla <strong style="border: 0px; vertical-align: baseline; font-family: inherit;">rucola</strong>. Lo afferma il <strong style="border: 0px; vertical-align: baseline; font-family: inherit;">Consorzio della Rucola della Piana del Sele Igp.</strong></div><div style="border: 0px; vertical-align: baseline; font-family: inherit;"> </div><div style="border: 0px; vertical-align: baseline; font-family: inherit;">La rucola, infatti, protegge le cellule spermatiche dagli additivi chimici di alimenti e bevande. Lo hanno dimostrato gli studi condotti dalle Università di Padova e di Jendouba (Tunisia). I ricercatori hanno scoperto che il bisfenolo-A (BPA), un additivo chimico di origine sintetica che migliora le caratteristiche meccaniche dei materiali impiegati per le bottigliette di plastica, le capsule da caffè e i rivestimenti per alimenti, colpisce le funzioni cellulari, accelerando la produzione di radicali liberi. La presenza di BPA nel cibo, pertanto, può compromettere la vitalità degli spermatozoi e rallentare la loro motilità.</div><div style="border: 0px; vertical-align: baseline; font-family: inherit;"><span style="font-family: inherit; font-weight: var( --e-global-typography-text-font-weight ); text-align: var(--text-align);">La ricerca sulla rucola ha dimostrato che questa pianta contiene quantità molto elevate di antiossidanti capaci di inattivare i radicali liberi. Le analisi sugli spermatozoi inoltre hanno dimostrato che la rucola può contrastare gli effetti tossici del BPA sulle cellule spermatiche, proprio attraverso l’azione antiossidante. Secondo gli studiosi, “l’estratto di rucola può rappresentare un vero e proprio presidio nutraceutico per il trattamento dell’infertilità maschile o nella preparazione degli spermatozoi durante le tecniche di procreazione medicalmente assistita”.</span></div></div><div style="margin-bottom: 1.857em; border: 0px; vertical-align: baseline; font-size: 13px; font-family: 'Open Sans', Arial, sans-serif; color: #606569;"><div style="border: 0px; vertical-align: baseline; font-family: inherit;"> </div><div style="border: 0px; vertical-align: baseline; font-family: inherit;">Un aiuto in più potrà arrivare dal progetto che vede insieme il Consorzio della Rucola della Piana del Sele IGP, tre aziende agricole pilota, la fondazione Saccone e ENG4LIFE, spin-off dell’Università degli Studi di Salerno, che punta ad estrarre “4-metiltio butil isotiocianato”, meglio noto come “erucina”, un principio attivo con eccezionali proprietà anti-ipertensive e vasodilatatorie.</div><div style="border: 0px; vertical-align: baseline; font-family: inherit;"> </div><div style="border: 0px; vertical-align: baseline; font-family: inherit;">La Piana del Sele è oggetto della ricerca coordinata da Luigi Montano, andrologo dell’Asl di Salerno, che da anni con una vasta rete di ricercatori di diversi centri ospedalieri, universitari e di ricerca, sta biomonitorando in maniera sistematica la qualità del seme di giovanissimi sani in relazione alla presenza degli inquinanti ambientali ed i loro effetti in diverse aree Italiane ad alto tasso di inquinamento. Una ricerca che conferma il basso tasso di inquinamento nella Valle del Sele a Salerno, a differenza di altre aree del Sud e del Nord.</div><div style="border: 0px; vertical-align: baseline; font-family: inherit;"> </div><div style="border: 0px; vertical-align: baseline; font-family: inherit;">“Siamo sempre più convinti – dichiara <strong style="border: 0px; vertical-align: baseline; font-family: inherit;">Vito Busillo, presidente del Consorzio della Rucola IGP</strong> – che la valorizzazione di questa erbetta straordinaria sia strettamente correlato alla sostenibilità ambientale. E i dati positivi sulla nostra Piana del Sele lo dimostrano. Da anni puntiamo su un’agricoltura 4.0, sui motori elettrici sotto serra, su pratiche agronomiche sostenibili e sul risparmio idrico. Gli studi scientifici confermano che la nostra rucola è un superfood, un toccasana per la salute e la fertilità, adatto a tutti gli stili alimentari”.</div></div>						</div>
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