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	<title>Battaglie &#8211; Consorzio Rucola IGP</title>
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		<title>SICCITA’: ECCO IL SUD CHE NON SOFFRE E CONTINUA AD IRRIGARE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ufficio Stampa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jul 2024 15:59:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Battaglie]]></category>
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					<description><![CDATA[Busillo: “Nella piana del Sele distribuiamo un milione di metri cubi d’acqua ad oltre 11 mila aziende agricole, grazie a invasi, tecnologia ed energia green” Regione Campania pronta a finanziare&#8230;]]></description>
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<p><em>Busillo: “Nella piana del Sele distribuiamo un milione di metri cubi d’acqua ad oltre 11 mila aziende agricole, grazie a invasi, tecnologia ed energia green”</em></p>



<p><em>Regione Campania pronta a finanziare altri 13 milioni di metri cubi di bacini artificiali e altri 3 milioni di kw di rinnovabili sugli impianti</em></p>



<p>L’estate 2024 continua a mietere record negativi per le ondate di calore e la siccità, che hanno messo in ginocchio molte aree agricole in Italia, in particolare nel Meridione. Ma c’è un Sud che si conferma in controtendenza, grazie alla lungimiranza di investimenti sull’ottimizzazione delle risorse e sulla realizzazione di invasi per l’accumulo d’acqua, connessi alla produzione di energie rinnovabili. È quanto avviene nella piana del Sele, una delle zone produttive più fertili d’Europa, in provincia di Salerno, dove ogni giorno sono servite, senza alcuna sofferenza, oltre 11 mila aziende agricole. A confermarlo è Vito Busillo, presidente del Consorzio di Bonifica in Destra del Fiume Sele e presidente del Consorzio di Tutela della Rucola della Piana del Sele Igp.</p>



<p>“L’efficace gestione delle risorse idriche durante i periodi di siccità – spiega Busillo – ha assunto un ruolo di primaria importanza. Il Consorzio di Bonifica in Destra del Fiume Sele è un esempio di eccellenza nazionale, grazie agli investimenti per le vasche di accumulo, che distribuiscono un milione di metri cubi di acqua. Siamo tra i pochi in Italia a riuscirci in maniera così capillare. Assicuriamo un’irrigazione costante, preservando le attività agricole e garantendo una distribuzione adeguata delle risorse anche in periodi climatici difficili, come adesso. Abbiamo un sistema che funziona 18 ore su 24 per 365 giorni all’anno, ad un costo di € 0,65 al giorno per ettaro. Con le vasche di accumulo riusciamo a recuperare 300 mila metri cubi ogni notte, canalizzando acqua che finirebbe sprecata in mare”.</p>



<p>Il Consorzio di Bonifica promuove un modello di agricoltura 4.0, sempre più moderna e supportata dalle nuove tecnologie. Non a caso i progetti in via di realizzazione, finanziati per circa 60 milioni attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) o direttamente dal Ministero delle Politiche Agricole, prevedono anche la realizzazione di nuove vasche e la definizione di sistemi di irrigazione sempre più evoluti.</p>



<p>Su questo tema strategico si è mossa anche la Regione Campania, che ha inviato una proposta di accordo di programma al Consorzio di Bonifica per realizzare ulteriori bacini di accumulo, per un totale di 13 milioni di metri cubi di acqua. Un grande salto in avanti che consentirà di rendere la piana del Sele un modello nazionale di gestione sostenibile della risorsa acqua.</p>



<p>Gli invasi offrono una superfice ideale per produrre energie rinnovabili, con i pannelli solari che aiutano anche a fare ombra per ridurre l’evaporazione dell’acqua. Il Consorzio Destra Sele produce, ad oggi, energie rinnovabili per complessivi 3 milioni e 630 mila kwh, con idroelettrico, eolico e fotovoltaico. Una capacità di produzione elettrica che raddoppierà a breve, grazie al PSR, che ha finanziato, con oltre 6,8 milioni di euro, tre impianti per altri 3 milioni di kw: due fotovoltaici galleggianti sui bacini di compenso di Corno d’Oro e Boscariello ad Eboli, e una turbina idroelettrica a Tusciano Boscariello.</p>



<p>“Per noi il vero modello di sostenibilità – conclude il presidente Busillo – è portare sulla tavola dei consumatori le nostre eccellenze, la quarta gamma e la rucola Igp, senza sprecare una goccia d’acqua e utilizzando a pieno le energie rinnovabili per produrre cibo”.</p>
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		<title>SCARICHI AEREI E RUCOLA IGP, IL CONSORZIO RASSICURA: I PRODOTTI DI IV GAMMA SONO I PIÙ SICURI E CONTROLLATI</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ufficio Stampa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jul 2024 15:57:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Battaglie]]></category>
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<p>“Sono poco chiare e sostanzialmente incomprensibili le ragioni per le quali si paventato rischi per la salute e addirittura il ritiro dal mercato di una delle eccellenze della Piana del Sele”. È la risposta di Vito Busillo, presidente del Consorzio di tutela, alla nota inviata da Vincenzo Petrosino, oncologo salernitano, a tutti gli enti territoriali e al ministero dell’Agricoltura, in occasione dell’avvio dei voli sull’aeroporto Costa d&#8217;Amalfi di Pontecagnano Bellizzi. Petrosino sostiene la tesi della “variazione sostanziale dei luoghi” e quindi della qualità della produzione agricola.</p>



<p>“Prima di agitare lo spettro dei metalli pesanti sulla rucola e sulla IV gamma – dichiara Busillo – bisognerebbe approfondire i regolamenti comunitari e i sistemi di produzione, costruiti in base a criteri scientifici. Per fortuna ci troviamo in Europa, dove le norme a tutela della salute sono così stringenti da non consentire a chiunque di avanzare tesi infondate. Ma andiamo per gradi e facciamo chiarezza”.</p>



<p>“La rucola IGP Piana del Sele – spiega Busillo – è coltivata per circa il 98% della sua superficie in ambiente protetto per dodici mesi all’anno, ovvero in serra, sotto una copertura in plastica che ha uno spessore medio tra i 150 e i 200 micrometri. Già solo questo fa capire il livello di rischio di contaminazioni da scarichi aerei. Ricordo che i particolati PM10 hanno un diametro inferiore a 10 micrometri e che i teli sono porosi ai gas, ma non agli inerti come i particolati”.</p>



<p>“La seconda considerazione – incalza Busillo – è che l’aeroporto Salerno Costa d’Amalfi dista in linea d’aria dal mare circa 4 chilometri; quindi, gran parte degli scarichi aerei volano dove non c’è attività agricola”.</p>



<p>“Se poi parliamo di controlli – aggiunge il presidente del Consorzio – occorre rammentare che attualmente circa il 92% della rucola e altre baby leaf sono nel processo della IV gamma, che prevede il lavaggio prima dell’imbustamento, con conseguente rimozione di eventuali contaminanti dalla superficie delle foglie”.</p>



<p>“Se ciò non bastasse, informo che il canale della IV gamma prevede la vendita presso la GDO, dove sono imposte analisi frequenti di controllo sui contaminanti chimici, quali metalli pesanti, microbiologici e di agrofarmaci. Pertanto, possiamo tranquillamente affermare che i prodotti di IV gamma sono i più controllati dal punto di vista chimico, fisico e microbiologico”.</p>



<p>La normativa attuale, sul contenuto in metalli pesanti nella rucola e altre baby leaf, è regolata dal nuovo Reg. UE 2023/915 che stabilisce i valori massimi di cadmio e piombo, e di altri contaminanti, al di sopra dei quali non può avvenire la vendita di ortofrutticoli. Tali valori sono molto restrittivi sulla rucola (0,10 mg/kg di Cd &#8211; 0,30 mg/kg di Pb). Pertanto, le aziende socie del Consorzio già effettuano controlli su metalli pesanti e altri contaminanti.</p>
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